IN CHE CONDIZIONI SI TROVA L’ANTICO FONDO LIBRARIO DI SANTA MARIA DEL POZZO?»

Il Direttore dei Beni Culturali del convento ha chiesto di poter verificare lo stato di conservazione degli antichi volumi attualmente custoditi presso la Biblioteca Arfè. Già disponibile il Sindaco.

Ormai l’attenzione sul Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo (foto) sta diventando sempre più forte. Dopo il riconoscimento quale sito archeologico, mentre procedono i lavori di restauro dell’antica biblioteca, giunti quasi al termine, e si cominciano quelli di recupero di alcuni affreschi del chiostro, si cerca di ripristinare anche tutto ciò che allo storico monumento è collegato.

Fino al 1861, data coincidente con la soppressione dei monasteri, il convento ha custodito un notevole ed importante patrimonio letterario, composto da 684 volumi editi tra il 1480 e il 1779 provenienti da ogni parte d’Europa. Si tratta di opere che costituiscono numerose e valide testimonianze del passato e che potrebbero tanto rivelare anche su ciò che Somma e i paesi vesuviani sono stati. Nel 1921 fu inaugurata la Biblioteca Popolare dell’Unione Magistrale di Somma Vesuviana per custodire questo patrimonio e nel 1994 tutti questi volumi furono collocati nella neo-inaugurata Biblioteca Civica Raffaele Arfè istituita nei locali del I Circolo Didattico di Somma in via Roma.

Ad oggi è certo che, grazie a quanto scoperto attraverso alcune verifiche sulle Cinquecentine condotte nel 2008 da Emanuele Coppola, Direttore dei Beni Culturali di Santa Maria del Pozzo, mancano da questo fondo otto volumi purtroppo scomparsi nel nulla. Poco si sa, comunque, sulle attuali condizioni delle restanti opere. Ecco perché il Direttore Coppola, ha chiesto, tramite esplicita domanda scritta inoltrata sia al Sindaco di Somma, Raffaele Allocca, che alla direzione del I circolo didattico di poter verificare lo stato di conservazione di questi antichi libri.

«Vogliamo controllare quali sono le reali condizioni di quei volumi – ha spiegato Coppola – Solo in questo modo si potrà appurare lo status quo e capire se c’è bisogno di restauri. Naturalmente noi non vogliamo caricare di lavoro il I circolo, per cui, contiamo esclusivamente su nostre risorse. Io stesso esaminerò la situazione, accompagnato da due specialiste laureate e che si sono già confrontate con le Cinquecentine. Il sindaco si è già reso disponibile. Non appena riceverò l’autorizzazione contatterò il Dirigente scolastico e concorderemo insieme un orario per non essere di intralcio alle attività didattiche».

Il sindaco, infatti, si è subito dimostrato lieto di poter accordare questo permesso: «Questi beni appartengono alla collettività – ha commentato – Somma potrebbe diventare una città turistica e queste risorse rappresentano il volano che può garantire la giusta risonanza anche a livello regionale». Sulla questione della futura e definitiva collocazione di queste opere, il Primo Cittadino sommese ha aggiunto: «Bisogna trovare, per questi libri, la collocazione più idonea e più sicura. Potrebbero essere riportati a Santa Maria del Pozzo, oppure collocati nel Castello D’Alagno. È un problema da studiare».

Anche Emanuele Coppola si è espresso a tale riguardo: «Per gli storici sommesi non è importante dove vengono sistemati questi volumi, poichè sia nel convento che nel castello potrebbero essere comunque consultati. Naturalmente sarebbe auspicabile che tutto ciò venisse riportato nella collocazione di origine, cioè a Santa Maria del Pozzo: ormai i lavori di restauro dell’antica Biblioteca sono quasi giunti al termine e ben presto avremo un ambiente in cui, grazie anche alle nuove tecnologie, sarà possibile disporre perfino della consultazione digitale».

Autore: Maria Maione

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