PATRIMONIO STORICO ARTISTICO RESTITUITO ALLA CITTÀ

Oggi, sabato 17 settembre, dopo la messa delle ore 19, saranno restituiti ai cittadini di Somma Vesuviana sette lunotti del chiostro rinascimentale di Santa Maria del Pozzo.

Un posto probabilmente conosciuto da pochi, dai soli cittadini di Somma Vesuviana, dai fedeli che lì celebrano da secoli i momenti più importanti delle loro vite, da qualche appassionato di storia locale.

Una tra le mille bellezze poco celebrate del nostro territorio, troppo ricco, forse, per poter valorizzare tutti i suoi splendori. Fratello minore in un Paese troppo ricco di arte e di storia che a volte dimentica le sue bellezze, il complesso di Santa Maria del pozzo, nonostante la rovina del tempo e le difficoltà di manutenzione, conserva intatto il suo fascino di luogo che ha raccolto nei secoli sacralità, spiritualità, storia, dominazioni, arte, vite vissute.
La storia della chiesa è lunga e si intreccia alla storia dei Re e delle Regine che hanno dominato queste terre.

Costruita da Re Roberto d’Angiò nel 1333 per ricordare l’incontro tra Giovanna (erede al trono di Napoli) con Andrea (figlio di Caroberto, Re d’Ungheria). Nel 1488 sepolta sotto fango e pietre. Fu la Regina Giovanna III d’Aragona, nel XVI secolo, a volere la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento sopra quella più antica, che non fu però demolita.
Ma la storia non si ferma mai, le dominazioni cambiano, così come i gusti. È all’inizio del XVII secolo che l’interno del complesso subisce numerose trasformazioni e le originarie linee gotiche furono coperte da sovrastrutture barocche.
Nel 1920 la chiesa venne dichiarata monumento nazionale.

Un nuovo importante momento per la Chiesa sarà celebrato sabato prossimo, 17 settembre: la restituzione dei sette lunotti del 1700. Nel corso di una cerimonia solenne alla quale parteciperanno le massime autorità cittadine religiose e civiche, saranno presentati i primi sette lunotti rinascimentali del chiosco restaurati grazie a fondi di privati che tempo fa hanno adottato le opere.
Emanuele Coppola, assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana e responsabile dei Beni Culturali del complesso francescano dichiara «sono orgoglioso di poter consegnare alla collettività i primi sette lunotti del chiostro rinascimentale che la dottoressa Annalisa Pellecchia ha magistralmente ristrutturato con l’aiuto di 12 giovani stagisti».

Gli affreschi nella loro originaria bellezza saranno mostrati al pubblico successivamente alla messa delle 19. Degli otto adottati, sei sono stati finanziati dalla clinica di Santa Maria del Pozzo e uno invece dall’imprenditore sommese Gaetano Molaro. All’appello ne manca uno che sarà pronto nelle prossime settimane. “Al momento stiamo lavorando agli altri lunotti e ci auguriamo di poter farne adottare la ventina che restano da portare all’antico splendore” ha concluso il titolare alla Cultura dell’ente di Palazzo Torino. Il lavoro di restauro è stato guidato dalla Dr.ssa Annalisa Pellecchia che ci racconta «è un lavoro iniziato a febbraio.

Le opere sono a calce e risalgono alla fine del ‘700. È stato effettuato un lavoro di consolidamento delle superfici, di pulitura e un intervento pittorico. La cosa più interessante riguarda proprio l’intervento pittorico. È stato necessario un approfondito lavoro di analisi per poter ricostruire le scene e intervenire pittoricamente. In questa delicata ricostruzione, è stato prezioso l’aiuto di Padre Rufino Maryjka». Durante la cerimonia avverrà anche il saluto dello stesso Padre Rufino Maryjka, diventato vicario dei frati minori a Cracovia e che dunque lascerà la struttura che per anni ha guidato.

Autore: Chiarastella Panaccione

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