IL FONDO LIBRARIO ANTICO E LA BIBLIOTECA

IL FONDO LIBRARIO ANTICO E LA BIBLIOTECA

 

Il Convento di Santa Maria del Pozzo è noto anche per il notevole patrimonio letterario che ha custodito per secoli, fino a quando, nel 1861, non si decretò la soppressione dei monasteri. Nel 1869, «una circolare prefettizia rendeva esplicita la volontà di conservare alle autonomie i beni librari se queste ne avessero fatto esplicita richiesta e si fossero impegnate a istituire una Biblioteca Comunale di Somma». Nella delibera del Consiglio Comunale del primo febbraio dello stesso anno, riportata dal Macini, si legge: «accettarsi la cessione dei suddetti libri con i patti e condizioni espressi nella ufficiale del signor Prefetto, decidendo in pari tempo di alligarsi nel Bilancio 1869 la somma di lire 200 per l’incremento della detta libreria ». Dopo tante vicende, finalmente il 2 novembre del 1921, fu inaugurata la tanto attesa Biblioteca Popolare ad opera dell’Unione Magistrale di Somma Vesuviana. Il fondo libraio è composto da 684 volumi editi tra il 1480 ed il 1779 e provenienti da ogni parte d’Europa. Sono in molti, però, a pensare che gli antichi volumi fossero molti di più e che, come altri cimeli del complesso, siano illecitamente tenuti altrove. «Lo studio di questo materiale potrebbe fornire una maggiore conoscenza anche delle relazioni culturali/socio/religiose nel territorio vesuviano, di cui offrono elementi in positivo le note autografe, anche se molte di esse sono state volutamente rese illeggibili. Era facile ipotizzare che in un numero preponderante di testi presenti in quel fondo, il tema fosse religioso. Così è. Ma si tratta di una religiosità colta: abbondano testi di esegesi o di prediche, saturi di Patristica e di Scolastica, sono inesistenti quelli di pietà tranne, è spiegabile, alcuni di spiritualità francescana». Grazie al comune sforzo dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, del I Circolo Didattico di Somma Vesuviana e della Biblioteca Civile di Raffaele Arfè, nel 1992 fu realizzato il Catalogo del Patrimonio Librario già della Biblioteca dell’Unione Magistrale di Somma Vesuviana a settant’anni dall’ istituzione, preziosissimo strumento di ricerca per quanti si interessano al contenuto librario. Nella presentazione, a cura dell’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, si legge:« gli antichi volumi compulsati dai monaci, lettori non solo dei sacri testi e delle vite dei santi, ma anche di matematici greci e di filosofi neoplatonici, e di storici sia profani che ecclesiastici, diventarono patrimonio della Biblioteca dell’ Unione Magistrale di Somma Vesuviana, integrandosi con una raccolta di opere moderne che gli educatori del tempo volevano rispondere a nuovi beni e ben diversi fini, prevalentemente formativi, perseguiti nel contesto mutevole e irrequieto   dell’Italia di questo secolo. I padri francescani di Somma lasciarono alla posterità non solo il consueto repertorio di testi patristici e scolastici, esegetici e canonici, le angiografie e i manuali per il confessore e per il missionario, le edizioni di Duns Scoto, Tommaso e Bellarmino, ma anche vistose tracce di interesse per la scienza greca riscoperta nel Rinascimento ( l’edizione bolognese del 1566 delle Coniche di Apollonio) e per la speculazione neoplatonica, fortemente rinnovata tra la seconda metà del Quattrocento e tutto il secolo successivo: accanto alla celebre edizione e versione latina commentata da Ficino delle Enneadi di Plotino (ed. di Basilea 1580) e ai non meno fortunati Elementa teologica et physica di Proco (ed. di Ferrara 1583), spuntano gli scritti di Ammonio Alessandrino, Sinesio di Cirene e Michele Psello; mentre ad ambito padovano e averroista riconduce il commento di Marco Antonio Zimarra al De Coelo aristotelico (ed. di Lione 1542). Acquisti più tardi, la seconda scolastica di Francisco Suarez, largamente presente, ma anche, con gli Elementa matheseos universale di Christian Wolff (Ginevra 1734), il razionalismo di scuola leibniziana». Il testo più antico, è un incunabolo del Rev. maestro Battista Cavalum, Explicit opus Magisteri Ioannis nannis de futuris cristianorum triumphis in turchos et saracenos, in “domo sancte Maria cruciferorum”, Genova, 1480, composto per manifestare la crescita e definitiva affermazione del cristianità sul declino dei turchi. Gli altri volumi del fondo antico sono del Cinquecento (Cinquecentine), del Seicento (Seicentine) e del Settecento (Settecentine), trattanti argomenti di carattere religioso, scientifico e filosofico. I libri, di inestimabile valore culturale, sono oggi ospitati preso la sede del I Circolo Didattico, ma tutti auspicano, per tale bene, una più consona ed accessibile sistemazione che non differisca da quell’originaria, naturalmente quando il cenobio potrà garantire un degno alloggio. La biblioteca di Santa Maria del Pozzo occupava quasi tutto il primo piano di un’ala del convento, dove l’accesso, autonomo, era garantito da un’altra scala il piperno che dagli ambienti di servizio, al piano terra, dava direttamente alle sale di lettura. Questi ambienti sono gli unici a conservare, in parte, l’originaria struttura cinquecentesca e la copertura in capriata lignea e coppi a doppia falda. Visto le pessime condizioni del tetto, è necessario un intervento di somma urgenza per evitare che altre infiltrazioni d’acqua possano arrecare ulteriori danni alla struttura sottostante. La riqualificazione di questi spazi, così come da progetto, permetterebbe la rinascita della biblioteca e la ricollocazione in essa anche degli antichi volumi e dei manoscritti provenienti dal monastero.