IL CONTESTO STORICO

Il complesso formato dalla chiesa e dal convento sorge sulla costruzione più antica della chiesa inferiore, ristrutturata da Re Roberto d’Angiò nel 1333 per ricordare l’incontro tra Giovanna (erede al trono di Napoli) con Andrea (figlio di Carlo Roberto Re d’Ungheria) nella località denominata “i prati di Nola” ed identificata con il territorio ad oriente del palazzo reale di Starza della Regina. Nel 1488 un’alluvione causò gravi danni alla chiesa che rimase sepolta sotto fango e pietre. Bisognerà aspettare il primi anni del XVI secolo quando Giovanna III d’Aragona, volle la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento, che si decise di edificare al di sopra di quella precedente e non in sua sostituzione.

La regina Giovanna, dopo la morte del marito, si era ritirata nel palazzo della Starza della Regina nella stessa contrada ed ottenuta la concessione, a sue spese, fece costruire da maestranze catalane l’imponente convento e la magnifica chiesa superiore, dedicandola alla Vergine Annunziata e adornandola di molte opere d’arte. L’antica chiesa non fu distrutta ma interrata e venne a trovarsi proprio sotto l’abside di quella superiore.

L’eruzione del maggio del 1737 fu rovinosa per le campagne di Somma Vesuviana come annota il Serao nella sua: “Istoria dell’incendio del Vesuvio accaduto nel mese di maggio dell’anno 1737”.

Anche le coperture della chiesa certamente subirono danni che avrebbero portato di lì a poco ad un radicale intervento di restauro dell’intero complesso conventuale che viene ricordato dal padre Gianstefano Remondino nel suo libro: “Della Nolana Ecclesiastica Storia….”, pubblicato a Napoli nel 1757, rifererendo che:” in questi ultimi anni è stata totalmente rifatta all’uso moderno, e molto vagamente abbellita sia la chiesa che il convento”.