IL MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA

IL MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA

 

Padre Francesco Gonzaga, nella De Origine Seraphicae Religionis Franciscanae…, cronaca francescana del 1587, già parlava di Somma come: « città fecondissima della migliore Campania», in omaggio ai tanti prodotti orto-frutticoli autoctoni, per lo più: noci, nocciole, castagne, mele, prugne, ciliegie, albicocche ed uva catalanesca. Tale abbondanza di sapori, motivo di vanto per i sommesi, non poté non far sviluppare una classe sociale prevalentemente costituita da contadini e commercianti e far proliferare i tanti mercati. Oggi, la produzione si è industrializzata e tracce di questo glorioso passato, fatto anche di tradizioni, usi e costumi, rivivono nei racconti dei nostalgici o nelle, troppo poche, sagre cittadine. Un riconoscimento al lavoro di tante braccia è arrivato dall’appassionato Carlo Russo con l’istituzione del Museo Contadino “Michele Russo”, presso il convento di Santa Maria del Pozzo, dedicato dal fondatore: « alla memoria di tutte quelle persone che hanno sgobbato tanto nella vita e che da questa società hanno avuto poco o niente». Inaugurata il 21 ottobre del 1995, la privata collezione, fatta di ben 3200 pezzi ben conservati, evoca tempi lontani, paesaggi inviolati, gusti antichi, sentimenti puri e valori veri. Nei cellai del convento, tutti con volta a botte, oltre a strumenti di lavoro nei campi e di cura degli animali, vi sono esposti anche molti utensili di uso comune e domestico, ancora perfettamente funzionanti. Questo Museo non si limita ad una semplice rappresentazione degli oggetti, ma attraverso percorsi pedagogici – didattici e laboratori   di artigianato, interagisce con i visitatori suscitando emozioni dimenticate in quanti lo “vivono” per la prima volta. All’esterno, nell’orto, in parte coltivato con prodotti autoctoni, completano il naturale quadro animali da cortile, da soma e da latte, degnamente tenuti in piccole stalle di legno. Quest’ultime, rimovibili e montate ai margini del cortile, non deturpano l’aspetto architettonico del complesso, anzi vi conferiscono un aspetto più armonioso e vitale. Sempre nel corte museale, un antico fienile è stato ristrutturato e riadattato. Al primo piano sono dislocati gli uffici di segreteria e direzione del museo, mentre il piano terra è divenuto un caratteristico punto di ristoro che offre ai visitatori piatti tipici della tradizione contadina.